Vendita on line: è la scelta giusta per te?

Vendita on line o vendere di persona?

Sito, marketplace neppure negozio o mercatini?

I criteri per scegliere

A guidarci nella scelta possono essere i costi da sostenere, un negozio richiede sicuramente un maggior impegno finanziario, il tipo di impegno, la vendita nei mercatini ad esempio ci richiede di essere disponibili nei giorni festivi.

Ma tra il vendere on line e il vendere di persona … la scelta dovrà basarsi anche sulle nostre inclinazioni personali.

Io ad esempio ho un mio spazio di lavoro dove posso anche esporre le mie creazioni in un laboratorio condiviso con altri creativi, appassionati, artigiani (anzi andate a dare un occhio alla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/viaparma53/)

Il denaro ed il tempo

Però non posso investire denaro in un negozio ed i mercatini non sono una buona soluzione per me: non posso tutti i giorni festivi uscire e fare un mercatino.

Quindi sono approdata ad un marketplace, Etsy (qui appunto trovate i miei cappelli https://unsognointesta.etsy.com )

Una scelta fatta, così pensavo per necessità di denaro e tempi, ed invece devo dire che fa proprio per me, è il mio canale preferito!

Perché?

Innanzitutto a me piace stare al pc.

Vi piace stare al pc oppure non lo sopportate?

Se pensate alla vendita on line per le vostre creazioni, sia come canale principale che a sostegno dei vostri altri mezzi di vendita, mettete in conto di passare alcune ore al pc.

Naturalmente parlo dei casi in cui si decida almeno inizialmente di non affidarsi alla consulenza di un professionista.

Ed è il caso di molte creative che decidono di vendere le loro creazioni.

Quindi non avrete scelta. Dovrete impiegare parte del vostro tempo ad imparare le regole base della comunicazione on line e se come me siete a digiuno di ogni cosa, dovrà piacervi, perché sbaglierete e dovrete ricominciare e studiare e studiare….

Anche quando le vostre abilità saranno aumentate dovrete passare del tempo al pc. Il vostro negozio va curato e va gestito, dovrete preparare le descrizioni per le vostre creazioni, studierete eventuali eventuali campagne sconto, rispondere alle richieste dei clienti. Se non vi piace lavorare quotidianamente sul pc e non avete i fondi per affidarvi ad un professionista, forse è meglio ripensiate alla vostra scelta.

Amate dedicarvi alla fotografia?

Per avere uno shop on line deve piacervi scattare foto. A meno che non abbiate la possibilità di investire in un fotografo professionista, o possiate contare su un’amica, un amico appassionati e bravi.

Perchè le foto sono essenziali, visto che sono tutto ciò che il vostro ipotetico cliente vedrà.

Quindi per la vendita on line armatevi di pazienza e macchina fotografica.

Ed anche per le foto contate di trascorrere un po’ del vostro tempo al pc, per l’indispensabile fotoritocco!


Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest sono il vostro regno?

Contate di dedicare una parte del vostro tempo ai social per promuovervi! Quindi non dovete odiare Instagram, Facebook, Pinterest. Anzi potreste dover familiarizzare con nuovi social! Lo ammetto questa è la parte che a me pesa di più!

Vi piace conoscere gusti e abitudini di altre parti del mondo?

Indagini di mercato, anche queste dovrete fare, in modo semplice ovviamente non siamo una grande azienda, ma il vostro mercato on line sarà il mondo! Quindi i gusti, le abitudini, le festività saranno differenti, e dovrete conoscerli se non subito, pianificate di doverlo fare!

E per vendere on line secondo me dovete avere anche un’altra caratteristica e non è la meno importante.

Il contatto con un cliente “immateriale”

Vi deve piacere avere un contatto “immateriale” con i vostri clienti.

Sì perché voi non lo vedrete colui che vi chiede una vostra creazione, probabilmente avrete con lui uno scambio di messaggi, dovrete intuire quasi alla cieca ciò che desidera, quasi direi “immaginarvelo” questo cliente.

E nella vendita on line questo sforzo immaginativo vi deve piacere, riuscire ad immedesimarvi in qualcuno che non vedete…dovete essere pronti ad immaginare…

A me piace molto, moltissimo immaginare come può essere e come può vivere, magari in un altro continente una persona che vuole un mio cappello.

Mi piace molto di più del contatto diretto in negozio o al mercatino, mi diverto a dipingermi nella mente una persona e mi diverto mentre attraverso i messaggi cerco di accontentarla.

Questo è l’elemento meno tecnico della vendita on line ed è quello che mi appassiona.

Mi rimarrà sempre impressa la signora americana che mi ha scritto per aver un cerchietto, ma il più presto possibile perché voleva indossarlo per il battesimo di suo figlio!

Oppure il ringraziamento entusiasta di una ragazza che ha ricevuto il mio fascinator e che lo ha trovato bellissimo!

Si trattava di questo fascinator, che tra l’altro mi piace moltissimo perché è una piccola follia da indossare in qualsiasi momento

vendita on line per questo 
mini pill box fascinator bianco a righe nere con grande fiocco.
Mini pill box bianco e nero

Il cappello in feltro un accessorio unico

Il cappello di modisteria

Il cappello in feltro è un accessorio prezioso e versatile.

Può accompagnare un look classico, ma anche senza indecisione look attuali e giovanili.

Dalla classica Fedora all’attuale Trilby lo potrete indossare in ogni momento per esprimere la vostra individualità.

Un romantico cappello ad ampia tesa per donna o una irriverente bombetta, un classico pork pie per lui o una sportiva Fedora qualsiasi sia la vostra scelta esalterà la vostra personalità.

Scegliete il vostro cappello con attenzione e trattatelo con cura, vi ripagherà diventando il compagno delle vostre avventure per lunghi anni.

Un cappello in feltro di modisteria è un cappello al quale sono state dedicate lunghe ore di lavoro. 

La scelta attenta dei materiali, la formatura con vapore, la posatura su forme in legno sino a quando abbia assunto la sua forma desiderata, il taglio della tesa e la cucitura di ogni particolare rigorosamente a mano renderanno il vostro cappello un unico, insostituibile compagno, un accessorio con un tocco in più.

Alcuni dei modelli citati li potete vedere qui https://unsognointesta.it/cappelli-invernali/


Veletta fascino senza tempo

Perché la veletta ha un fascino indimenticabile

La veletta ha un fascino senza tempo e se in passato è stata uno degli accessori di modisteria più diffusi, oggi è ancora molto amata. Quando la si vede su uno scaffale o in una foto scatta sempre un sospiro di ammirazione e di rimpianto.

Perché questo bellissimo velo su un cappello o su un cerchietto ci ricorda un mondo che sentiamo affascinante ed un femminile misterioso.

Certo quel mondo richiamato dalla veletta e quel femminile che ci ricorda non erano affatto così affascinanti come sembra dalle immagini, intessuti in realtà non di fascino o mistero, ma di disparità sociali e di donne confinate in casa.

Precisato questo la veletta conserva immutato il suo fascino ed oggi possiamo liberamente giocare con questo accessorio.

Quale è questo fascino?

Il suo fascino oggi non è solo nell’eterno gioco del nascondere per rivelare, nel gioco della seduzione, insomma del suo uso più tradizionale.

Oggi la possiamo amare, ed è il motivo per cui la uso in abbondanza come potete vedere nel mio shop     https://unsognointesta.etsy.com  , perché  ci permette di giocare con colori e contrasti di stile con una grande facilità.

Dall’indimenticabile veletta nera per giungere alle meno usuali velette colorate, a quelle con brillantini per non tralasciare le stupende velette con mosca (no, nessun insetto sul nostro viso neppure per Halloween, si tratta di velette decorate con batuffoli di ciniglia) infinite sono le possibilità per creare un accessorio versatile.

Possiamo usarne una che non ci copra il viso, ma crei una nuvola sui nostri capelli, annidata su un cerchietto ad esempio.

Oppure per una festa speciale al nostro tubino nero possiamo abbinarne una che ricada leggermente sul volto, in un colore contrastante. oppure possiamo optare per il total black, illuminando la veletta con brillantini o perle. https://unsognointesta.it/fascinator/

Ed una di piccole dimensioni la possiamo abbinare  al nostro outfit quotidiano: perché non ad un paio di jeans? Ci sembra esagerato? 

Al contrario!

Perché la veletta è intramontabile, indimenticabile, ma anche e soprattutto irriverente.

E quindi proviamola, almeno una volta nella vita: potrebbe diventare il nostro accessorio del cuore.

Ed  in un prossimo tutorial fashion vi insegnerò a crearvi un cerchietto con veletta, così per le feste potrete sfoggiarla.

Se non avrete tempo di mettervi all’opera contattatemi oppure visitate il mio shop Etsy https://unsognointesta.etsy.com dove vi attende uno sconto del 15% applicando al momento del pagamento il codice BLOG15

Intanto ammirate queste velette e pensate a cosa potrebbe nascere.

Veletta per cappelli invari colori blue rossa bianca verde grigia
Veletta per modisteria

 

Benvenuto Settembre! Salutiamo l’autunno

 

Evento sconti del gruppo Io compro su Etsy Made in Italy
Evento del gruppo Io compro su Etsy made in Italy https://m.facebook.com/events/1985346871726022/

Benvenuto Settembre!
Ebbene è il momento di tornare alle solite attività e salutare le vacanze.
Ma settembre ci riserva ancora splendide giornate e smaglianti colori.
Ed anche tante novità per un allegro Benvenuto Settembre!

Per salutare l’autunno vi invito a esplorare l’iniziativa presa dal gruppo di creative italiane di Io compro su Etsy – Made in Italy https://m.facebook.com/groups/IoComproSuEtsy

Dal 30 agosto al 3 settembre le artigiane ( e gli artigiani) del gruppo vi accolgono con una campagna di sconti per il Benvenuto Settembre! https://m.facebook.com/events/1985346871726022/

Troverete creazioni di ogni genere: gioielleria, arte, sartoria, pelletteria, articoli per la casa, per i bimbi con tanti interessanti sconti.

Potrete approfittarne per allietare il rientro dalle vacanze sorridendo con un “Benvenuto settembre” oppure potreste già mettere da parte qualche regalino per Natale!

E perché non gioire semplicemente di questi sconti per concedervi qualcosa di particolare?

In ogni caso vi consiglio di visitare l’evento e comunque di iscrivervi al gruppo https://m.facebook.com/groups/IoComproSuEtsy/  dove avrete occasione anche in seguito di trovare creazioni originali e di qualità e richiedere oggetti speciali postando sul gruppo la vostra richiesta.
Intanto godetevi questo Benvenuto settembre.

 

 

 

Il cappello e le sue regole: quando e quale cappello indossare. Tu sai scegliere il piú adatto all’occasione per sfuttare al meglio la sua eleganza?

Dame con il cappello
Donne dell’800 con il cappello (Pixabay free)

Il cappello oggi è indossato raramente per questo diamo un’occhiata alle regole per portarlo al meglio.

Il cappello ha un suo galateo che ci dice quando, quale e come indossarlo.  Se un tempo il cappello era l’accessorio immancabile sia per l’uomo che per la donna oggi al contrario è poco frequente indossarlo.
Possiamo quindi avere dubbi o addirittura commettere errori di bon ton nel suo uso.
E se decidiamo di non seguire le regole del galateo, facciamolo consapevolmente e quindi andiamo a conoscerle.

L’UOMO CON IL CAPPELLO
Iniziamo con i signori uomini per i quali le regole sono poche e difinite.
Per gli uomini è di rigore togliere il cappello in Chiesa, nei luoghi pubblici in genere, nelle scuole, negli uffici, al ristorante ed anche al bar.
E con buona pace di tutti gli uomini, il cappello va tassativamente tolto quando si entra in una casa, anzi di più va tolto ancor prima del cappotto!  Quindi nessun berretto o cappello in casa di amici. In nome del bon ton dovrete rinunciare al vostro look, questa è la regola!

Cari signori vi è concesso solamente di tenere il cappello alla stazione e sui mezzi pubblici.

E cosa dovete fare del vostro copricapo quando incontrate una signora?
Se semplicemente la incrociate per strada potrete salutarla toccando leggermente la tesa del cappello, questo vale anche per il saluto ad un altro uomo.
Ma se vi fermate a parlare con una signora, in segno di rispetto dovrete togliere il cappello.
Quando togliete il cappello dovete tenerlo in mano con la parte interna rivolta verso di voi: agli altri l’interno del vostro cappello deve restare decorosamente celato.

Insomma signori  se indossate il cappello fatelo secondo le regole!

LE SIGNORE ED I LORO CAPPELLI

Ben diverse le regole di galateo per noi signore. Molto più composite e complesse.

Innanzitutto le signore non tolgono il cappello in chiesa, nei luoghi pubblici, nei ristoranti. Anzi in chiesa la tradizione vorrebbe le donne con il capo coperto, a celare i peccaminosi capelli delle figlie di Eva.
 In ogni caso è buona norma per le signore togliere il cappello al cinema, a teatro specialmente in caso di copricapo importanti che ostruirebbero la visione, pena l’essere odiate dai nostri vicini di fila. E questa è una regola inderogabile, induscutibile!

Oltre a questo è richiesto alle signore di togliere il cappello: in casa propria anche quando stanno ricevendo. Insomma se date una festa non mettetevi il cappello, magari un cerchietto, quello sì è ammesso, ma direi comunque non troppo elaborato.

Anche in in casa di amici per le occasioni informali meglio non indossare cappelli, ed anche qui un civettuolo piccolo fascinator non stona.

Ovviamente niente cappello sul posto di lavoro! Sarebbe anche scomodissimo a dir la verità.

Possiamo comunque decidere liberamente in qualsiasi momento di togliere il nostro cappello: iniziamo un pranzo al ristorante con il cappellino? Siamo stufe? Ci ingombra? Possiamo liberamente toglierlo.

IL TIPO DI CAPPELLO E LE SUE OCCASIONI

I cappelli per signora hanno svariate foggie e misure.

La regola fondamentale è che la misura della tesa decresce con l’avanzare della giornata.

Ampia tesa al mattino sino al primo pomeriggio e poi via libera a cappelli con piccola o nessuna tesa.

 

Per arrivare alla sera quando potremo sbrigliare la nostra fantasia con deliziosi fascinator e cérchietti con veletta magari.

Tuttavia, ed è un mio personale parere, oggi un bel cerchiett, un piccolo fascinator poteemmo concedercelo sin dal mattino, un tocco di fantasia per allietare la nostra giornata! Potremmo evitare i più  fantasiosi con velette impegnative, che andranno benissimo per le nostre serate.

L’epoca d’oro del cappello? Date un’occhiata https://unsognointesta.it/la-cloche-il-cappello-degli-anni-20/

CAPPELLI E MATRIMONI
Certo oggi una delle occasioni più importanti per sfoggiare un cappello è partecipare ad un matrimonio.

Tradizionalmente era la madre della sposa ad indicare alle invitate se potevano indossare il cappello: se lei decideva di indossarlo le altre signore si dovevano uniformare alla sua scelta.

Un tempo sugli inviti per cerimonie e occasioni formali era esplicitamente indicato “en chapeau” togliendo ogni dubbio, un atto di gentilezza verso gli ospiti.

Oggi invece si lascia maggiore libertà alle invitate sulla decisione di indossare o meno il cappello. Ed è indipendente da ciò che deciderà la madre della sposa.
Certo se sappiamo che la madre della sposa non sfoggierà un cappello e noi invece non aspettavamo altro per indossarne uno, evitiamo di sceglierlo troppo imponente a tesa larghissima. Teniamoci su uno stile più sobrio.

Matrimoni molto eleganti e formali richiedono immancabilmente il cappello.

Le regole di base da tener d’occhio sono le seguenti:

Per matrimoni che si celebrano al mattino via libera a cappelli con larghe tese.

Per i matrimoni pomeridiani e serali la tesa si riduce sino a scomparire, è il momento di piccoli pillbox e fantasiosi cerchietti.

In caso di ricevimento all’aperto le signore non posson togliere il cappello neppure a pranzo, ed è quindi consigliabile scegliere un copricapo confortevole e non eccessivamente ingombrante o in alternativa essere dotate di un forte autocontrollo per sopportare in testa un cappello sopra le righe!

Se il ricevimento è al coperto il cappello va tolto quando ci si siede a tavola.

Continueremo invece ad indossare fascinator, cerchietti e piccoli cappelli.

E la sposa?

La sposa può decidere di indossare il cappello al posto del velo, specialmente se il matrimonio non si svolge in chiesa, non si è al primo al primo matrimonio e non si è più giovanissime.

Potrá  scegliere un cappello con ampia tesa o un piccolo fascinator.

Così come per l’abito il cappello tutto bianco è riservato alla sposa.

Il cappello poi dovrà essere intonato alla stagione, assolutamente da evitare un cappello in paglia, seppur magnifico, per una cerimonia a dicembre!

Varietà nella città. Lo spazio, il viaggiare, le scoperte, gli antichi mestieri. Cosa ami scoprire in una città? Io amo la sua varietà le sue unicità e tu?

Città e varietà nel loro aspetto attività artigianali non massificate
Varietà delle città: elogio del differente

Amo viaggiare perché amo la varietà delle città e la diversità che ogni paese mi offre.

Il viaggio equivale a vivere un luogo  anche respirandone il quotidiano.

Un quotidiano differente che ho sempre assaporato passeggiando per le vie delle città, perdendo tempo a naso in su per le vie tra negozi e vetrine e mercati e la conseguente varietà di immagini, odori, suoni.

Ultimamente con mio grande dispiacere mi capita di passare da un luogo all’altro, da una città all’altra trovando una sequenza pressoché identica di catene commerciali.
Negozi uguali l’uno all’altro, ovunque.

Stessi abiti, oggetti, immagini, in gran parte uguali ovunque.

Cercare il negozio diverso è sempre più arduo, lo si trova nascosto in vie toccate dal turista solo marginalmente e magari fortuitamente.

E sempre più spesso queste attività scompaiono.

Tempo fa a Madrid ho scovato un guantaio!

E mi è tornato alla mente di quando anche nella mia città vedevo i guantai!

Certo è mutato il modo di vestire ed acquistare. È vero.
La globalizzazione,  ovvio: dei marchi, degli acquisti, dei gusti.

Non ho nulla contro le grandi catene, anzi in realtà qualcosa lo avrei, ma questo fa parte di altri temi https://unsognointesta.it/moda-etica-e-cappelli/

Il fatto è che amo la varietà che le molte attività umane possono dare all’ambiente in cui viviamo.

Tanti negozi artigianali, tante piccole attività commerciali offrono ai nostri occhi e alla nostra mente e al nostro cuore fantasia ed individualità.

Volete mettere il guantaio, il cappellaio, l’ebanista e quanti altri antichi mestieri vi possano tornare alla mente? Che varietà potrebbe esserci nelle città!

Piuttosto che una distesa di grandi marchi identici ovunque?

E poi chi ci dice che incappando nelle belle vetrine del guantaio, presi da improvvisa passione noi non ci si compri guanti fatti a mano, invece di quelli di qualche più diffusa catena commerciale?

Il desiderio, l’idea del differente nasce anche e soprattutto così: con la vista, con il poter vedere!

Ma se ciò che ci è permesso vedere è l’uniformità, il desiderio sarà sempre sopito.

Tante piccole attività differenti, rendono inconfondibili città e quartieri.

 E permettono  di desiderare e scegliere produzioni non massificate ed esprimere l’individualità di ciascuno.

Ci allontanano dall’essere l’oggetto passivo di strategie di vendita e ci restituiscono la nostra autonomia, la possibilità di un consumo consapevole, diverso.

Permettono di serbare una memoria nascosta dei luoghi che attraversiamo, una memoria fatta dall’immagine, dal ricordo di un piccolo laboratorio, di un negozio.

Ecco tutto questo noi perdiamo con la massificazione dei consumi.

Ed allora è importante, importantissimo quando viaggiamo ed anche nelle nostre stesse città, nei nostri luoghi, cercare mercati dove gli artigiani si mostrino, trovare piccoli e meno piccoli laboratori dove ci sia chi crea con originalità e sapienza.

Perché la diversità fa vivere il cuore e la mente.
Rende le nostre città uniche ed inconfondibili.
Rende noi unici ed inconfondibili.

Acquisti in rete. Novità per l’handmade italiano

È risaputo, noi Italiani facciamo pochi acquisti in rete.

E quando compriamo scegliamo alcuni grandi giganti delle vendite on line.

Eppure… Potremmo fare acquisti in rete diversamente.

Molte creative e creativi italiani hanno uno shop su Etsy, il più grande sito di vendita dedicato proprio ai prodotti handmade.

Nei loro shop sono disponibili per i nostri acquisti in rete molti prodotti unici, creati con sapienza e passione ed amati dal mercato estero. 

Eppure per gli acquisti in rete fatti nel mercato italiano, questi artisti sono quasi sconosciuti.

Per farsi  apprezzare anche dagli acquirenti italiani un nutrito gruppo di artisti ha creato su Facebook un gruppo tramite cui acquistare in rete le creazioni di artigiani italiani presenti su Etsy.
Il gruppo è  Io Compro Su Etsy -MADE IN ITALY

Come funziona?

Semplice, iscrivetevi al gruppo e iniziate a sfogliare le offerte che troverete. Contattate l’artigiano per avere informazioni e poi potrete acquistare da Etsy, con tutte le garanzie di sicurezza che questo grande marketplace adotta.

MA LE NOVITÀ NON SONO FINITE

Ora viene la più interessante E DIVERTENTE.

Cercate un articolo per un regalo particolare? Per la festa della mamma? Il matrimonio di una amica?

PUBBLICATE VOI STESSE UN POST DI RICERCA.

Questo tipo di post si chiama ISO, cioè un post IN CERCA DI… (IN SEARCH OF)
Spiegate nel post ISO cosa desiderate trovare e le creative e i creativi del gruppo vi risponderanno pubblicando nei commenti i link degli articoli che rispondono a ciò che cercate.

E se non avete le idee chiare di ciò che desiderate?

Nessun problema, sarà sufficiente un post ISO generico, di questo tipo:

“ISO Cerco un regalo per il compleanno di mia sorella.nCompie 30 anni. Ama viaggiare ed è sportiva. Avanti con le vostre proposte”

Ed ora potrete divertirvi a scegliere tra i tanti articoli che vi saranno mostrati!

Nulla di più semplice, rapido e divertente.

E potrete acquistare creazioni originali, fatte con cura e tutte MADE IN ITALY.

Buoni acquisti su

 Io Compro Su Etsy – MADE IN ITALY https://www.facebook.com/groups/IoComproSuEtsy/

gruppo iso acquisti made in italy su etsy
Gruppo ISO Io Compro su Etsy Made in Italy

 

 

La cloche, il cappello delle affascinanti flapper degli anni ’20, oggi attuale e rinnovato con fantasia ed un pizzico di follia. Fa per te?

Intramontabile cloche

La cloche è un cappello dalla semplice forma a “campana” che ancora molto attuale e amato.

I primi esemplari risalgono alla fine dell’800, erano in paglia, e furono indossati per prime dall’Imperatrice d’Austria e dalla Granduchessa di Toscana.

Alcune “campane” in paglia finissima sono ancora conservate nel Museo della paglia di Signa.

Ma è negli anni ’20 che questo copricapo, lanciato dalla modista francese Caroline Reboux (https://theredlist.com/wiki-2-23-1249-1253-view-1920s-profile-caroline-reboux-2.html) diventa vera e propria icona, immancabile accessorio nel guardaroba di ogni donna.

La cloche e la seduzione

Il cappello a campana scendeva sul viso sino a ricoprire gli occhi.

Celava lo sguardo e costringeva chi lo indossava a sollevare il volto per guardare l’interlocutore.

Un affascinante gioco di occhiate nascoste e svelate.

Bellissime cloche complici nell’eterno gioco della seduzione.

La Cloche e l’Art déco

Questo cappello con il quale si scopre una nuova semplicità nelle sue linee essenziali, non poteva non collegarsi alle correnti artistiche del momento.

Così ben presto seguì il gusto dell’ Art Déco e le eleganti cloche, irrinunciabili accessori per ogni “flapper”, si arricchirono di perle, piume e spille.

In passato la comunicazione avveniva con ampio uso di simboli, che permettevano di aggirare convenzioni sociali e morali.

La cloche e le sue decorazioni divennero così strumenti di comunicazione senza usare le parole.

Un nastro a forma di treccia comunicava che la donna che lo indossava ,anche se non ufficialmente fidanzata, aveva già  impegnato il suo cuore.

Un nastro a forma di arco significava che la donna era libera e che stava guardandosi intorno per scegliere un compagno.

Semplicità e perizia

La forma essenziale e lineare di questo cappello richiedeva alla modista la più grande precisione ed abilità nel modellarla.

Esso deve seguire alla perfezione le linee del capo, quasi fosse modellato sulla stessa testa di chi lo indosserà.

Cappello solo apparentemente semplice quindi, dietro al quale si cela la perizia dell’artigiana.

Oggi una cloche rimpicciolita nelle dimensioni, che non scenda a ricoprire gli occhi, ma incornici il viso, si adatta bene alle esigenze della vita quotidiana ed alla sua frenesia.

Possiamo far uscire questo classico accessorio dagli schemi del cappello elegante e renderlo non solo attuale, ma portatore di un pizzico di follia abbinando la  purezza della sua linea con colori inconsueti ed anche azzardati. 

Cappelli a cloche in rosa verde nero grigio fucsia
Cloche in differenti colori

I cappelli li potete trovare sul mio shop Un sogno in testa

http://unsognointesta.etsy.com

 

 

 

 

Sconto? Per favore non chiedermelo

Uno sconto! È troppo costoso!

cappelli in esposizione sul banco di un mercato handmade e quale sconto è possibile
Cappelli in esposizione in un mercato handmade

Lo sconto, la trattativa sul prezzo, chi tra artigiani, creativi, crafter, non si sente fare la richiesta pressante, talvolta indecorosa di un consistente sconto?

Credo capiti a tutti, a chi più a chi meno frequentemente di vedersi chiedere una riduzione di prezzo.

Per non parlare poi di coloro che semplicemente guardano le tue creazioni e ti dicono con aria scandalizzata che sono esageratamente costose. Forse non te lo dicono, ma lo fanno capire benissimo. Direi di questi non parliamone!

 

Ora è ovvio che il prezzo della mia creazione tu eventuale acquirente puoi trovarlo eccessivo, per tanti differenti motivi, compreso quello semplice che il mio prodotto non ti piace abbastanza per pagarlo quel che chiedo.

Posso ben capire che sia così, io vendo cappelli e so bene quante possano essere le incertezze relative ad un acquisto simile: “lo indosserò? Forse no, forse non so, è bellssimo, amo i cappelli, non oso però”.

 

E poi ci sono coloro per i quali la trattativa sul prezzo rientra nella tradizione, è elemento immancabile di una vendita, anzi lo spuntare il prezzo migliore è ciò che dá sodisfazione nell’acquisto. Uestione di tradizioni, appunto.

È tutto giusto, comprensibile!

Ma…

Ci sarebbe un ma…

Sì perché la richiesta dello sconto, vi prego cari probabili o improbabili compratori, meditatela per un attimo.

Nel momento in cui vi preparate, più o meno pronti al combattimento, al corpo a corpo, con chi sta dalla parte opposta del banco di vendita, fermatevi e pensate.

Quell’oggetto sul quale inizierete un dura trattativa, per ottenere un irrinunciabile sconto, non è un oggetto qualsiasi:

Non è prodotto in serie.

È il frutto di un lavoro di molte molte ore.

Un lavoro manuale ed un lavoro di progettazione, perché altrimenti il mio manufatto potrebbe risultare un obbrobrio, ed in tal caso altro che sconto ci vorrebbe!

Un lavoro di ricerca dei materiali, oggi più che mai attento nel lavoro artigianale nella scelta di materiali di qualità,  naturali, spesso anche sostenibili ecologicamente, quindi ricerca di materiali di riciclo.

I materiali naturali hanno costi elevati e non sono sempre facili da reperire  e così i materiali ecologicamente sostenibili, riciclati, richiedono ore ed ore di ricerche.

In ciò che voi acquistate poi troverete ciò che non vedete, le attrezzature per creare.

Perché handmade non significa che non uso attrezzature, anzi spesso sono costosissime, ad esempio le teste di modisteria che si usano per fare cappelli sono difficili da trovare, ormai rare e fatte a loro volta a mano da pochi artigiani.

Quindi nel prezzo che io e tanti altri indichiamo  è compreso tanto lavoro ed anche come dicevo in un altro post una scelta precisa riguardante il tipo di mondo in cui vogliamo vivere e vogliamo far vivere i nostri figli. https://unshttps://unsognointesta.it/moda

Forse tutto questo non basta a convincere che quel prezzo é giusto?

Ebbene c’é un ultimo argomento e non è il meno importante.

Io come tutti gli altri creativi, non sono solo un produttore, ma anche un compratore a mia volta.

Quindi anche io mi trovo a dover fare i conti cin la rsaltà dela vita, con i suoi costi, non solo con quelli relativi a ciò che creo.

Non sono un grande negozio, non sono l’inarrivabile,  irraggiungibile, immateriale, grande catena distributiva.

Sono materialmente su questa terra.

Questo vuol dire che mi faccio grande scrupolo nel momento in cui devo determinare a quanto metterò in vendita la mia creazione.

Ci sono regole e manuali per determinare il prezzo, c’é la regola del mercato, la legge della domanda e dell’offerta.

E poi ci sono io.

Io con le mie riflessioni.

Ciò che creo ha un suo prezzo determinato dalle formule.

In realtà è un prezzo che ridetermino sulka base del mio pensiero.

Un pensiero che tiene conto della realtá, della crisi.

Soprattutto tiene conto di quanto sia importante riuscire a proporre, anche a chi normalmente non sceglierebbe una creazione artigianale, un manufatto unico, bello, di qualità.

Perché chi crea con le proprie mani non è lontano e non ha come suo dio il profitto.

Questo per dirvi che il prezzo che vi propongo è stato pensato e ridotto il più possibile, ancorché possa sembrarvi caro.

È un prezzo che mi permetterà di investire in altri materiali per altre creazioni, di aggiornarmi e formarmi per migliorare sempre e ancora.

È un prezzo che io ho determinato con coscienza e che ritengo onesto.

Quindi chiedetemi perché un mio cappello ha quel costo, chiedetemi informazioni sui materiali, sulle tecniche e sui tempi di escuzione, chiedetemi alternative ai materiali più costosi e troveremo una soluzione.

Ma per favore non chiedetemi lo sconto.